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Il suo lavoro piace a:
ComuzziEva,


figure with color and cigarette
l'ora di buio
ha una tale sfiducia nel futuro che fa i suoi progetti per il passato

Dario Molinaro

vivo e lavoro a Milano

data di nascita 12/01/1985

Curriculum

DARIO MOLINARO E’ nato a Foggia nel 1985, vive e lavora a Milano. E’ laureato in Decorazione presso l’Accademia delle Belle Arti di Foggia con una tesi in critica dell’arte (2007). Tra le mostre collettive recenti ricordiamo: "Some Velvet Drawings" a cura di E. Comuzzi in collaborazione con A. Bruciati, ArtVerona | Art Project Fair; Verona, "La bellezza fa 40", Castello Carlo V; Lecce, "Darkkammer", a cura di R. Vanali e E. Carbone, EXMA'; Cagliari, “2000Maniacs – The Big Instant Painting Show”, a cura di L. Boisi e A. Bruciati, Art Verona | Art Project Fair; Verona, "Mucchio Selvaggio parte III", D406 Fedeli alla Linea; Modena, "SPIRITO ITALIANO ATTO V" a cura di Annalisa Bergo, Fabbrica Borroni; Bollate (MI), “Carta Canta”, Antonio Colombo Arte Contemporanea, Milano, “PostQards”, a cura di Marta Cereda, Circoloquadro, Milano, “ART MOSCOW - INTERNATIONAL CONTEMPORARY ART FAIR”, stand rivaartecontemporanea - the Central House of Artists, Moscow, “P2P / Proud to present #01 Panorama”, a cura di A. Beretta, Circoloquadro, Milano, “L’Arte che aiuta i bambini”, a cura di I. Quaroni, AAM 2013 - Spazio Eventiquattro Gruppo Il Sole 24 Ore, Milano. L’ultima personale è "Snapshots", a cura di F. Pergreffi, Spazio Meme; Carpi (Dicembre 2015). Finalista al "Premio Combat 2015", sezione Pittura.

Descrizione del lavoro

Dario Molinaro parte solitamente da immagini tratte dal web, dalla televisione o dalla vita quotidiana per interventi condotti utilizzando una spessa pittura fatta di ampie pennellate e campiture che solo in parte rispettano la composizione originaria. Anzi, l’energia utilizzata dall’artista per trasfigurare l’immagine di partenza fa pensare piuttosto alla volontà di annullarne la forma, fino a renderla irriconoscibile. Dario Molinaro non esprime una predilezione nella scelta delle rappresentazioni di supporto alle sue opere. Sono immagini anche di serie b: interviene con forza sulla loro superficie come se volesse cancellare delle figure, che però inevitabilmente in questo modo finisce per restituire a una nuova vita. Quello di Dario Molinaro è un gesto iconoclasta, nel senso autentico della volontà di negazione e rottura della configurazione data, ma se c’è un insegnamento che possiamo trarre dalla retorica della comunicazione è che per abolire un messaggio lo si deve dimenticare. Ecco dunque che la ricerca di Molinaro individua una linea, non necessariamente programmatica, spesso frammentaria e casuale, ma utile alla riappropriazione delle immagini, a un atto di trasfigurazione grazie al quale le immagini stesse sono reimmesse nel circuito dell’uso visivo.

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